Non hai mai sentito parlare di endodonzia?

articolo a cura del Dott. Guido Vignali

 

L’endodonzia è quella parte dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della “polpa dentale”. Forse non tutti sanno che i nostri denti sono formati da tessuti duri (smalto, dentina, cemento) e da tessuti molli.  La polpa si trova nella parte cava del dente. La polpa comprende l’intreccio nervoso e i vasi sanguigni che arrivano fino alla profondità della radice.

Quando i tessuti molli all’interno del dente si infiammano causano dolore. Ci accorgiamo di questo problema per esempio quando avvertiamo la reazione a caldo e freddo. Soprattutto se molto intensa e persistente.

L’infezione nasce se una carie non viene curata. In alcuni casi i batteri presenti nella cavità orale possono entrare nel canale dentale provocando la “pulpite”. Questo causa un dolore pulsante che col progredire dell’infezione diventa continuo. L’ infezione non curata può addirittura intaccare l’osso e causare un granuloma.

 

Endodonzia

In questi casi, quando la polpa è invasa dai batteri deve essere rimossa. Il rimedio è una buona devitalizzazione e il dente continuerà a svolgere la sua funzione.

 

 Come curare l’infezione:

L’endodonzia avviene dunque attraverso 3 fasi:

  •  una prima fase diagnostica. Durante la quale si chiarisce qual è la causa della malattia e si individua il corretto piano di trattamento.
  • una seconda fase preparatoria. Durante la quale, si procede ad un’accurata e completa pulizia del canale radicale. Inoltre si dà al canale una forma adatta a ricevere un’otturazione tridimensionale.
  • la terza ed ultima fase è l’otturazione. Il canale è otturato con un materiale inerte, capace di assicurare un completo sigillo, per evitare la propagazione dei batteri all’interno dell’osso mascellare.

Il dolore che si avverte in seguito all’intervento chirurgico è generalmente modesto ed eliminabile con un blando analgesico. In linea generale, non ci sono controindicazioni per questo tipo di trattamenti. È molto più semplice e sicuro per il paziente effettuare un trattamento endodontico rispetto ad esempio ad un’estrazione dentale. Solo in gravidanza, come sempre, è consigliabile rimandare il trattamento almeno al secondo trimestre (meglio il terzo). In quanto è necessario durante il trattamento eseguire delle radiografie.

Tuttavia non è sempre possibile procedere con la terapia. Ad esempio quando non si può garantire il sigillo completo di tutto il complesso sistema di canali radicolari. Oppure quando il dente da trattare ha un supporto osseo insufficiente e presenta un’eccessiva mobilità. In questi casi si dovrà procedere necessariamente ad una soluzione alternativa, come l’estrazione del dente e il posizionamento di un impianto.

Un consiglio

Infine, permettetemi di sottolineare che è fondamentale che l’endodonzia venga realizzata da medici esperti. Se praticato in modo scorretto o approssimativo porta alla formazione di granulomi e cisti.

Vi raccomando, solo controlli frequenti e interventi tempestivi sulle carie permettono di evitare tutti questi problemi. Quindi vi invitiamo a venirci a trovare spesso, meglio un controllo in più e un dolore in meno!

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